Facciate e prospetti esterni del Palazzo Baronale, edificato nel Trecento-Quattrocento dalla famiglia Caetani e portato a compimento nella sua forma attuale nel corso del Seicento, quando il borgo fu ripopolato dopo un periodo di decadenza. L'edificio, oggi sede del Municipio di San Felice Circeo, sorge accanto alla Torre dei Templari nella centrale Piazza Vittorio Veneto (già Piazza Lanzuisi) e conserva, nonostante i rimaneggiamenti successivi, tracce della sua origine medievale, tra cui l'antica porta ad arco per il passaggio dei carri, aperta agli inizi del Settecento su iniziativa di papa Clemente XI.
Il Palazzo Baronale sorge nella zona nord-ovest dell’antica città fortificata di San Felice Circeo. L’imponente struttura, il cui nucleo originario risale al XVI secolo, si apre su un’ampia corte e vi si può accedere tramite tre ingressi sormontati da archi tondi. Mentre oggi l’ingresso è sempre accessibile ai visitatori, in passato era rigidamente regolato.
Al centro del cortile svetta una pianta di carrubo in sostituzione di un’antica palma colpita dal “punteruolo rosso” (un coleottero molto aggressivo), inoltre sui lati si trovano due grandi cespugli di palme nane.
Scegliendo come ingresso l’arco che si apre sulla piazza principale del paese, ci si immette nel cortile del palazzo baronale. Dopo aver superato la locale stazione dei Carabinieri, ci si trova di fronte al grande portale d’accesso affiancato dalla portineria comunale. Sulla facciata del palazzo si può ammirare una meridiana, recentemente restaurata, che anticamente serviva per regolare con precisione l’orologio comunale. Apposto sulla porta principale del palazzo, troviamo raffigurato lo stemma comunale: composto da un libro aperto, attraversato diagonalmente da una bacchetta e circondato da foglie di alloro e di quercia, esso è compilato in caratteri greci incomprensibili ed è sovrastato da una corona che richiama alla mente un castello fortificato.
Proseguendo verso sinistra troviamo l’antico ingresso carrozzabile, creato nel XVI secolo nel corso delle modifiche alla struttura apportate da Monsignor Collicola, durante la reggenza della famiglia Ruspoli. Su una delle pareti, sono ben visibili i resti di un architrave murato. Si tratta dell’intelaiatura di conci calcarei, ultimo resto visibile di un’antica chiesa costruita a metà del XVII secolo dalla famiglia Caetani per ospitare una piccola comunità di Frati “Bernardoni”. Di notevole interesse è la dicitura a vista “1647: Divo Felici Dicatum”, prima traccia dell’intitolazione di una struttura dedicata a San Felice, ora patrono del paese. Inoltre possiamo ammirare, in una sezione ricavata nella pavimentazione attuale, l’antico assito che si è conservato nel tempo.
Adiacente si trova un ulteriore ingresso cui si accede tramite una ripida scalinata, molto utilizzato anticamente dalle donne sanfeliciane poiché vi era ubicato il lavatoio pubblico. Sul lato ovest in prossimità dell’imponente torre templare troviamo un portale ad arco ogivale che ospita la “Porta del Parco” ed una scalinata che conduce a una deliziosa terrazza che affaccia sui tetti del centro storico con una vista che si perde fino al mare. Quest'ala dell’edificio è la più moderna, fu infatti ricavata dopo le modifiche apportate agli antichi bastioni che fortificavano la rocca per volere del Principe Poniatowsky. Dopo essere stata utilizzata come stalla, essa venne successivamente trasformata in teatro comunale ed è oggi sede del cinema “Anna Magnani”.
La conformazione attuale del palazzo è un’evoluzione delle modifiche e dei restauri che si sono susseguiti nei secoli.
L’ultimo piano del Palazzo sarebbe stato progettato dall’architetto Valadier, come risulta dalla corrispondenza del principe Poniatowsky.