Ambienti interni del Palazzo Baronale di San Felice Circeo, storica residenza delle famiglie signorili che si succedettero nel governo del feudo — Caetani, Ruspoli, Orsini, la Reverenda Camera Apostolica e infine i Poniatowski — oggi sede degli uffici comunali. Al suo interno sono ancora visibili, sotto l'arco che collega Piazzale San Francesco a Piazza Lanzuisi, i resti di una cappella fatta costruire nel Seicento dai Caetani all'interno del complesso baronale.
Il nucleo originario dell’attuale palazzo comunale risale con molta probabilità alla prima metà del 1500, quando il paese di San Felice era posto sotto il dominio della famiglia Caetani. Infatti, dopo un lungo periodo di splendore, a partire dal Medioevo, il borgo visse secoli bui e alterne fortune. Distruzioni inesorabili, come quelle operate da popolazioni barbare e dalle truppe di Alfonso D’Aragona, furono intervallate da ricostruzioni efficaci seppur temporanee, come quelle intraprese dai monaci templari che nel XIII secolo crearono una prima struttura fortificata con torre e convento nell’antica città di Circeii. Ma sarà solo sotto il papato di Giulio II (nel 1506) che, con una bolla ufficiale, permise a Guglielmo Caetani di ricostruire e ripopolare il cosiddetto “castrum Sancti Felicis” in maniera duratura. Egli edificò un ampio palazzo sfruttando il sito dell’antica fortezza, in prossimità dell’imponente torre templare. Stabilì l’accesso principale della fortezza nel lato ovest del paese tramite una porta ad arco, protetta da un fossato ma collegata tramite un ponte levatoio. Altre migliorie e ampliamenti sostanziali furono operati al palazzo solo il secolo successivo come la costruzione di una chiesa purtroppo ora scomparsa (di cui si vede ancora l’architrave nel lato sud-ovest della struttura) e di un baluardo che fungeva da protezione del palazzo. L’attuale conformazione del palazzo è da attribuire alle fondamentali modifiche volute dal principe Stanislao Poniatowsky. Convocò per la realizzazione dell’opera un gran numero di artisti, tra tutti possiamo ricordare l’architetto del periodo neoclassico Giuseppe Valadier, che venne più volte al Circeo. La struttura ha continuato da allora ad ospitare tutti i reggenti che si sono succeduti al governo del paese, vi troviamo esponenti della famiglia Aguet, vari podestà e infine dal 1957 gli uffici del comune di San Felice Circeo.
Dopo aver percorso la prospettica scalinata in basso squadrata e in alto tondeggiante, al primo piano troviamo la bellissima sala consiliare con i decori ottocenteschi. Collegate ad essa troviamo, nell’antico “appartamento nobile”, le stanze del sindaco e del suo segretario: la prima è abbellita da un maestoso e interessante affresco che raffigura la pianta geografica del promontorio del Circeo nei secoli passati, mentre la seconda è affrescata sulla volta con decorazioni a tema musicale. Queste stanze, anche se profondamente restaurate, erano le medesime che nei secoli passati ospitarono personaggi illustri in visita al Circeo. All'ultimo piano, nella zona di raccordo con la torre templare, troviamo le decorazioni più belle e più antiche: nell’attuale ufficio tecnico troviamo pareti affrescate con temi floreali e spicca un’antica stufa a legna in porcellana rossa; negli uffici della sezione Lavori Pubblici, i dipinti ottocenteschi hanno più varietà e sono molto pregevoli, passiamo da una stanza con dipinti nei toni del giallo, a una cupola in blu con iconografie che ricordano città. Proseguendo si giunge in una stanza dalle pareti completamente affrescate da temi floreali, mitologici e naturali, e il panorama che offrono le sue finestre è mozzafiato.