Area verde storica nel centro di San Felice Circeo, un tempo vigneto legato alla corte baronale e oggi trasformata in giardino pubblico e belvedere, tra i punti di osservazione più amati sul litorale pontino. Affacciato a picco sulla costa, il giardino di Vigna la Corte offre una delle viste più suggestive del borgo, spaziando dal mare al promontorio, ed è meta abituale di passeggiate sia per i residenti sia per i visitatori.
Vigna la Corte si trova a ridosso del lato nord-orientale delle mura medievali del Centro Storico. Nel 2006 il Comune di San Felice ha riqualificato l’area creandovi un parco pubblico con una incantevole vista sul golfo di Gaeta.
Il nome dell’area nasce dalla sua destinazione d’uso in quanto la zona, in epoca antica, fu messa a coltura dai feudatari del castello, prima, e della Camera Apostolica poi. Il tratto di mura che cinge l’area fa parte del sistema difensivo creato dai Templari per difendere il castrum di San Felice, ed esso proseguiva nel lato meridionale, ad oggi inglobato e nascosto da intonaci moderni, fino a congiungersi con il tratto di mura, tuttora esistenti, prospicienti verso piazzale S. Francesco.
Nell’ottica del riutilizzo e conformemente all’uso tipico dell’edilizia medievale anche questo tratto di mura fu costruito usando materiale romano di recupero: mattoncini e tegole fittili, frammenti marmorei di architravi, blocchi squadrati di pietra calcarea locale. La tecnica costruttiva è la medesima notata nella Torre: i blocchi di calcare sono disposti in filari dall’andamento irregolare e ondulatorio intervallati ora da filari di mattoncini di recupero ora da frammenti di marmo.
L’irregolarità della messa in opera descritta non è costante lungo tutte le mura ma caratterizza in modo particolare il perimetro del lato meridionale ed occidentale, mentre in questo tratto di Vigna la Corte, nell’angolo est dell’abitato prospiciente verso il mare, l’andamento dei filari è più regolare, quasi rettilineo.
Sono qui conservate due delle feritoie che puntellavano le mura e che usavano i soldati delle guardie di ronda per controllare la sottostante pianura. Una si trova nell’angolo nord-orientale di Vigna la Corte e sembra essere stata rimaneggiata da restauri successivi, mancando in essa la parte terminale del muro ed essendo i blocchi di pietra irregolari sia nella forma che nella disposizione. Affacciandosi si ammira il monte in direzione della strada che conduceva verso colle Monticchio.
Una seconda feritoia si trova nell’angolo est e presenta una esecuzione notevole, accurata e regolare, che testimonia l’alta specializzazione delle maestranze all’opera durante il dominio Templare. La finestra è delimitata in alto da un parallelepipedo di pietra calcarea che fa da architrave, sormontato da una piattabanda di blocchetti di pietra rettangolari disposti a raggiera in modo da scaricare il peso del muro sovrastante dall’architrave della feritoia alle pareti laterali. Da questa apertura si ammira invece il bellissimo mare verso il Golfo di Gaeta, vista che doveva sicuramente affascinare i solitari soldati di vedetta sulla sottostante pianura.
L’impressione che si potrebbe avere è che in questo tratto di mura abbiano lavorato operai specializzati che hanno eseguito il lavoro con tutta la loro maestria e competenza, tuttavia la tecnica esecutiva e l’uso degli stessi materiali scarta questa ipotesi facendo pensare ad un’unica campagna costruttiva diretta da un’unica maestranza.