All’incrocio tra via Sabaudia e via Monte Circeo, nella località che proprio dalla cappella prende il nome di “La Cona”, sorge la Maris Stella, piccolo luogo di devozione dedicato a Maria “Stella del Mare”.
La bellezza, la grazia, la compassione sono le doti della Santa Vergine Stella del Mare, protettrice dei viaggiatori che navigano sulle acque. Culto mariano diffuso in molte località marittime, prenderebbe il titolo da alcuni versetti del “Primo libro dei Re” (18,41-45). Esso fu caro a molti santi e personaggi legati alla teologia cattolica come ad esempio San Girolamo, San Isidoro di Siviglia, Alcuino, Pascasio, Radberto e Rabano Mauro. Ebbe grande seguito anche presso la popolazione locale. La cappella dedicata alla Maris Stella si presentava al centro dell’importante incrocio dove la strada che scende dal paese antico formava un triangolo diretto alle vie principali verso il mare e il monte. In seguito ai lavori di bonifica l’incrocio fu ampliato e divenne di forma quadrata obbligando così l’arretramento della struttura di alcuni metri, che fu riedificata ex novo. L’intero arredamento andò perduto sia durante i lavori di spostamento, ma soprattutto a causa della grande confusione generata dal Secondo conflitto mondiale. Grave perdita è l’immagine sacra anticamente contenuta all’interno della cappella dipinta a fresco su muro che ne identificava l’origine del nome. L’attuale struttura si presenta a una sola navata ricca di archi acuti che ne allungano la percezione ampliando così gli spazi altrimenti angusti.
L’unico documento relativo alla storia di questa “cona” è un atto notarile con cui la “confraternita della Sorresca” acquista nel 1898 questa piccola cappella dalla proprietaria Ceccarelli Clotilde.
Questa acquisizione ha generato una lunga tradizione che continua ancora oggi, perché le due immagini della Maris Stella e della Sorresca, in quanto Madonna emersa dalle acque, vengono spesso accostate. Infatti la Cona è una tappa ufficiale del percorso che dal castello baronale si snoda nel giorno della festa, ovvero il lunedì della Pentecoste, fino al santuario ubicato sul lago di Paola. Mentre oggi questo pellegrinaggio è effettuato solo a piedi nei tempi antichi grazie alla Fossa Augustea (un canale romano) si poteva navigare tra le due chiese.