Grotta che deve il proprio nome alle caratteristiche colate stalagmitiche che la percorrono, le quali, osservate dal mare, ricordano vagamente delle statuine inginocchiate come in una scena di presepe. Fa parte del gruppo di grotte costiere visitabili prevalentemente via mare, nel tratto meridionale e occidentale del promontorio, dove le formazioni carsiche assumono forme particolarmente suggestive per l'azione millenaria dell'acqua sulla roccia calcarea.
Percorrendo in barca la costa del promontorio, partendo da torre Fico si vedono una serie numerosa di grotte di dimensioni diverse, alcune di queste hanno restituito resti di fauna fossile. Fino a grotta delle Capre la roccia cade a picco sul mare, ed è proprio nella porzione centrale che si apre questo antro, oggi a circa due metri sul livello del mare (e vicina a Grotta Azzurra). Il nome deriva dall’aspetto che le donano delle stalattiti e mammelloni stalagmitici che, osservati dal mare e soprattutto con la luce del tramonto, sembrano le figure di un presepio. Il suo ingresso leggermente sollevato rispetto al livello del mare e la protezione operata dai veli mammellonari stalagmitici hanno fatto sì che buona parte del suo riempimento si conservasse nel tempo. Qui, infatti, sono stati ritrovati resti di fauna fossile ed industria di tipo paleolitico litoraneo.