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Acropoli e Mura ciclopiche

Acropoli e Mura ciclopiche

Storia
Epoca
Inizio IV secolo a.C.
Comune
San Felice Circeo
Coordinate
41.2306, 13.0819
La scheda

L’Acropoli, eretta in uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi del promontorio, nasce come cittadella fortificata costituita esclusivamente dalle meravigliose ed imponenti Mura Poligonali, o anche dette Ciclopiche, per la loro straordinaria origine romanticamente avvolta dal mito.

Le Mura, correndo lungo le pareti scoscese del Monte con un perimetro di 678 m., custodiscono un’area trapezoidale di oltre 18.000 mq e il loro spessore medio si aggira intorno ai 2 m.

La collocazione dell’Acropoli, quasi disegnata su una piattaforma naturale a vista sul Mar Tirreno, fu dettata dalla possibilità di controllare in modo privilegiato il litorale laziale sia a sud, sul Golfo di Terracina, sia a nord, verso le Isole Pontine e Anzio. Questo fu uno dei motivi che sancì fin dall’antichità l’importanza strategica della città di Circeii nel Lazio meridionale.

La strada principale che conduceva all’Acropoli ricalca all’incirca quella attuale che da piazzale San Francesco, presso il Centro Storico, raggiunge, attraverso una serie di tornanti, il lato settentrionale del recinto difensivo, quello meglio conservato, immettendosi in origine nella Porta Nord, l’accesso principale.

Della Porta Nord sopravvivono i due piedritti formati da blocchi di calcare ben squadrati e perfettamente incassati e combacianti tra loro. Nella zona inferiore dei piedritti sono tuttora ben evidenti gli incassi laterali dei battenti. La luce della porta era di almeno 1,32 m e lo spessore delle mura è qui di 2,62 m.

Anche sul lato nord-est sono stati individuati i resti di una porta minore o postierla. Nei muraglioni di fortificazione antichi la postierla o posterula era un’angusta porta d’accesso nascosta lungo i camminamenti per le guardie di ronda, che poteva essere usata anche come uscita o come ingresso di emergenza in caso d’assedio.

È verosimile che verso questa porta si immettesse una seconda via conducente all’Acropoli, che, guadagnando la parete ripida costeggiata dall’odierna Strada del Faro, si andava a congiungere al lato sudorientale della cinta difensiva in corrispondenza della postierla.

L’Acropoli nacque quindi come luogo fortificato separato dalla sottostante città di Circeii e le sue Mura Poligonali sono più “giovani” di quelle conservate nel Centro Storico, dato che fa ipotizzare una loro erezione all’inizio del IV secolo, credibilmente intorno al 393 a.C., quando la “nuova” colonia Circeii, di diritto latino, venne rifondata su quella antica risalente alla fine del VI secolo a.C. e più precisamente al regno di Tarquinio il Superbo.

All’interno della cinta muraria così ben definita non vi sono tracce di edifici destinati ad abitazione, fatta eccezione per una cisterna a tholos per l’approvvigionamento di acqua, elemento che confermerebbe l’uso esclusivamente militare del luogo. La cisterna, interrata fino quasi l’imposta della volta, è formata da blocchi accuratamente squadrati e lisci. Il sito deve essere stato abitato dall’uomo fin da tempi assai antichi, come testimonia il ritrovamento, all’interno del riempimento della cisterna, di un frammento ceramico riferibile all’età del ferro. Negli ultimi anni materiali ceramici riferibili alla stessa cultura ed epoca storica, sono stati rinvenuti anche in località Torre Paola.

Curiosità

Lo sapevi?

Una chicca da raccontare a chi viaggia con te.

La tecnica utilizzata dagli architetti delle Mura Poligonali dell’Acropoli è quella della doppia cortina separata con riempimento intermedio di materiale frantumato. Nella realizzazione delle mura si nota, tra la cortina esterna e quella interna, una differente messa in opera dei blocchi di pietra. Esternamente infatti la parete è liscia, i blocchi sono ben squadrati e levigati, uniti gli uni agli altri attraverso incassi perfetti; al contrario internamente la messa in opera è più veloce, meno accurata, i blocchi di calcare sono informi e di varia grandezza.

Questa differente accuratezza non è spiegabile alla luce di due differenti fasi cronologiche, quanto piuttosto è da interpretare come un espediente tecnico per velocizzare la costruzione delle mura senza sacrificarne il valore estetico, almeno nella parete a vista, che dalla sua perfezione formale era resa meno cedevole ad assalti nemici.

Informazioni pratiche

Fruibilità

L’Acropoli è visitabile seguendo 2 percorsi tracciati all’interno del Parco Nazionale: un sentiero giallo e uno rosso. Il sentiero rosso taglia l’Acropoli da nord a sud e prosegue al di fuori delle sue Mura in direzione di Torre Fico. Il sentiero giallo si snoda all’interno delle Mura e tocca i punti più rilevanti del sito: la Porta Nord e il tratto nordoccidentale delle Mura, quello meglio conservato, la cisterna a tholos, la postierla, e il bel monolite trapezoidale che, posto lungo il tratto nordorientale del recinto di fortificazione tra la porta nord e la postierla, riproduce la pianta stessa dell’Acropoli.

San Felice Circeo, Provincia di Latina