L’Acropoli, eretta in uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi del promontorio, nasce come cittadella fortificata costituita esclusivamente dalle meravigliose ed imponenti Mura Poligonali, o anche dette Ciclopiche, per la loro straordinaria origine romanticamente avvolta dal mito.
Le Mura, correndo lungo le pareti scoscese del Monte con un perimetro di 678 m., custodiscono un’area trapezoidale di oltre 18.000 mq e il loro spessore medio si aggira intorno ai 2 m.
La collocazione dell’Acropoli, quasi disegnata su una piattaforma naturale a vista sul Mar Tirreno, fu dettata dalla possibilità di controllare in modo privilegiato il litorale laziale sia a sud, sul Golfo di Terracina, sia a nord, verso le Isole Pontine e Anzio. Questo fu uno dei motivi che sancì fin dall’antichità l’importanza strategica della città di Circeii nel Lazio meridionale.
La strada principale che conduceva all’Acropoli ricalca all’incirca quella attuale che da piazzale San Francesco, presso il Centro Storico, raggiunge, attraverso una serie di tornanti, il lato settentrionale del recinto difensivo, quello meglio conservato, immettendosi in origine nella Porta Nord, l’accesso principale.
Della Porta Nord sopravvivono i due piedritti formati da blocchi di calcare ben squadrati e perfettamente incassati e combacianti tra loro. Nella zona inferiore dei piedritti sono tuttora ben evidenti gli incassi laterali dei battenti. La luce della porta era di almeno 1,32 m e lo spessore delle mura è qui di 2,62 m.
Anche sul lato nord-est sono stati individuati i resti di una porta minore o postierla. Nei muraglioni di fortificazione antichi la postierla o posterula era un’angusta porta d’accesso nascosta lungo i camminamenti per le guardie di ronda, che poteva essere usata anche come uscita o come ingresso di emergenza in caso d’assedio.
È verosimile che verso questa porta si immettesse una seconda via conducente all’Acropoli, che, guadagnando la parete ripida costeggiata dall’odierna Strada del Faro, si andava a congiungere al lato sudorientale della cinta difensiva in corrispondenza della postierla.
L’Acropoli nacque quindi come luogo fortificato separato dalla sottostante città di Circeii e le sue Mura Poligonali sono più “giovani” di quelle conservate nel Centro Storico, dato che fa ipotizzare una loro erezione all’inizio del IV secolo, credibilmente intorno al 393 a.C., quando la “nuova” colonia Circeii, di diritto latino, venne rifondata su quella antica risalente alla fine del VI secolo a.C. e più precisamente al regno di Tarquinio il Superbo.
All’interno della cinta muraria così ben definita non vi sono tracce di edifici destinati ad abitazione, fatta eccezione per una cisterna a tholos per l’approvvigionamento di acqua, elemento che confermerebbe l’uso esclusivamente militare del luogo. La cisterna, interrata fino quasi l’imposta della volta, è formata da blocchi accuratamente squadrati e lisci. Il sito deve essere stato abitato dall’uomo fin da tempi assai antichi, come testimonia il ritrovamento, all’interno del riempimento della cisterna, di un frammento ceramico riferibile all’età del ferro. Negli ultimi anni materiali ceramici riferibili alla stessa cultura ed epoca storica, sono stati rinvenuti anche in località Torre Paola.