Grande cisterna romana suddivisa in dieci ambienti comunicanti, una delle opere idrauliche più imponenti e meglio conservate tra quelle superstiti del sistema di approvvigionamento dell'antica Circeii. Il partito a più camere, tipico delle cisterne romane di grandi dimensioni, permetteva di regolare la decantazione e la distribuzione dell'acqua raccolta, garantendo riserve idriche sufficienti a servire le ville e gli insediamenti del promontorio anche nei periodi di siccità estiva.
Immersa nella vegetazione dell’oliveto comunale nella zona di Mezzomonte, troviamo la cosiddetta “Grotta delle dieci camere”. In realtà si tratta di una cisterna romana, di cui solo una parte è visibile dall’esterno. Si sviluppa in due ambienti coperti da volte reali che si dividono a loro volta ognuno in cinque piccole volte (grande 25 x 40 metri) che creano rispettivamente le dieci camere che ne determinano il nome. Dei serbatoi con volta a botte (muri alti 1,80 metri) realizzati in opera cementizia, la parte meglio conservata è costituita da una cisterna a due camere parallele, posta nella parte settentrionale del complesso. Purtroppo i muri sono profondamente danneggiati da fratture longitudinali. L’acqua piovana era convogliata da un piccolo pozzo ancora ben conservato nella zona nord del sito. La cisterna serviva il complesso di una villa romana sottostante di cui restano solo poche tracce dei muri perimetrali.
La struttura a causa del tempo, degli agenti atmosferici e della crescita della vegetazione ha subito notevoli danni tanto che risulta pericoloso visitarla.