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Cappella Templare

Cappella Templare

Storia
Epoca
Metà del XIII secolo
La scheda

Adiacente alla Torre dei Templari, questo ambiente costituisce una delle testimonianze architettoniche legate alla presenza dei Cavalieri del Tempio nel centro storico di San Felice Circeo.

Al complesso baronale, anche se a lui precedente, appartiene la sala oggi adibita a sede dell’ufficio della Pro Loco detta “Porta del Parco”. Il nome è dovuto con molta probabilità all’elegante portale ad arco acuto che fa da ingresso monumentale a quella che, in origine, era la sala di rappresentanza della Torre dei Templari. Essa era infatti collegata all’attiguo mastio mediante una scala attualmente esistente, ma non più agibile, visibile attraverso una teca in vetro situata alle spalle della reception dell’ufficio.

Il portale richiama da vicino la maniera architettonica cistercense, approdata nel Lazio agli inizi del XIII secolo con i monaci francesi impegnati a costruire la bellissima abbazia di Fossanova. Entrando nella sala anche l’architettura dell’ambiente si presenta subito in tutto il suo interesse, essendo chiaramente evidenti due diversi momenti costruttivi.

Il primo momento è raccontato dal muro di fondo in elegante opus reticulatum di notevole fattura, ed è riferibile ad un edificio tardorepubblicano (II secolo a.C.), sfruttato dai Templari per costruire la Torre e gli edifici ad essa connessi. A queste vestigia si sovrappose in un continuum la costruzione medievale, connotata da una tecnica edilizia del tutto simile a quella della Torre e delle mura di fortificazione del vicino giardino di Vigna la Corte.

Nelle parti della fase costruttiva medievale si nota una differente messa in opera del materiale tra le pareti esterne della sala, prospicienti verso la piazza del Comune e contigue con l’elegante portale in stile gotico, e quelle interne. Nelle prime la tecnica costruttiva è più accurata, i blocchi di calcare sono tagliati in modo regolare, in maniera tale da non lasciare affiorare la sottostante malta e da rendere compatta e solida la parete che, mostrandosi all'esterno, doveva rispettare un certo criterio estetico, non necessario nelle pareti interne dell’aula, dove si nota una messa in opera più veloce e meno scrupolosa.

L’esame della struttura antica dell’ambiente si ferma però alle sole pareti perimetrali a causa degli interventi di “restauro” moderni che ne hanno alterato la corretta lettura e interpretazione. In origine la sua spazialità doveva essere completamente diversa, elemento che appare evidente dalla considerazione di alcuni particolari architettonici.

Addossati alle pareti della sala stanno infatti dei pilastri in blocchi squadrati di calcare, anch’essi di epoca medievale, completamente esautorati dalla loro originale funzione di sostegno della copertura. La sala doveva presentare una copertura a volta a botte o a crociera, o ancora in capriate di legno, dato che non si può evincere dalle attuali condizioni del soffitto, ricoperto da cemento armato.

In fondo alla parete sinistra, inoltre, si nota una piccola monofora -del tutto uguale a quelle che si aprono su due delle quattro pareti della Torre dei Templari- in parte occlusa dalla volta in cemento di epoca moderna. L’altezza della finestrella fa supporre che l’ambiente doveva essere originariamente di ampio respiro e con una copertura sicuramente posta ad un livello più alto di quella attuale.

La somiglianza delle murature con quelle della Torre dei Templari ascrive l’edificio tra quelli edificati dai monaci guerrieri ed è probabile riconoscervi la sala di rappresentanza usata dai monaci per le cerimonie ufficiali o per dare udienza al popolo.

Infatti è per volontà di papa Gregorio IX che dopo il 1239 il Circeo entra tra i possessi della chiesa di Santa Maria dell’Aventino e quindi all’ordine dei Templari, che portarono a termine la ricostruzione del borgo fortificato, interessato nei primi anni del ‘200 da numerose guerre e devastazioni. La presenza templare sul promontorio si concluse nel 1259, con la permuta dei possedimenti del Circeo con il Casale Pilocty, nei pressi di Roma.

Di questa fase edilizia rimangono la Torre, l’adiacente sala della Porta del Parco e alcune porte d’ingresso delle mura antiche che presentano la caratteristica forma ogivale, novità introdotta nell’architettura laziale dalle maestranze impiegate nella costruzione della già menzionata abbazia di Fossanova consacrata da Innocenzo III nel 1208.

Informazioni pratiche

Fruibilità

Visitabile dal lunedì al sabato, ore 9-13 e 16-19.