Villa storica legata alla famiglia Aguet e alla presenza a San Felice Circeo del principe Stanislao Poniatowski, che tra il 1808 e il 1822 promosse importanti interventi urbanistici nel borgo, tra cui la sopraelevazione della Torre dei Templari e l'installazione del celebre orologio a sei ore. Con l'arrivo di Poniatowski, San Felice perse progressivamente l'aspetto di borgo esclusivamente fortificato per trasformarsi in un luogo di villeggiatura signorile, di cui Villa Aguet è una delle testimonianze.
Il 20 Ottobre del 1713 Michelangelo Caetani vendette il feudo di San Felice al principe Francesco Maria Ruspoli, possesso conservato fino al 1718, quando la Camera Apostolica esercitò il diritto di prelazione sul Circeo.
Lo Stato Pontificio acquistò il feudo per 100.000 scudi e a partire dal 1721, per volontà di papa Innocenzo XIII, diede inizio ad una serie di lavori volti a migliorare le condizioni di vita assai precarie della popolazione, tra i quali rientra l’opera di escavazione per riportare alla luce l’antico condotto che univa il lago di Paola con il mare.
Tuttavia da quando la Camera Apostolica aveva riavuto San Felice, il feudo venne dato più volte in affitto, talvolta anche a persone che esercitarono il proprio potere a completo svantaggio della popolazione, tassata, depauperata, ridotta al limite della sussistenza.
La situazione mutò radicalmente il 13 Febbraio 1808, quando il Circeo fu venduto al principe Stanislao Poniatowsky per il prezzo di 86.253 scudi.
Anche se resse il Circeo solo per meno di un ventennio, il suo nome è ben radicato nella memoria collettiva, così come nella toponomastica del paese, visto che il Poniatowsky si fece promotore illuminato di diversi interventi che migliorarono effettivamente le condizioni della popolazione, per la quale, aumentata notevolmente di numero, costruì nuove abitazioni nella parte bassa dell’abitato.
Al principe si deve inoltre la sopraelevazione del Palazzo Baronale, lo spostamento dell’orologio dal portone del palazzo alla Torre dei Templari e la demolizione dei bastioni in rovina posti all’interno e all’esterno del Centro Storico.
San Felice perse così l’aspetto di borgo fortificato, che lo caratterizzò fin dal Medioevo, trasformandosi al contrario in un luogo dov’era piacevole dimorare, così come oggi lo conosciamo. Al principe, esperto appassionato di caccia, si deve anche l’erezione del suo casino di caccia, immerso nella vegetazione, nell’attuale parco Aguet, anzi l’omonima villa fu costruita esattamente nello stesso punto, sfruttandone le strutture preesistenti.
James Aguet, ricco banchiere svizzero, acquistò l’ex feudo del Circeo nel 1898 e vi si stanziò in modo stabile fino alla sua morte, nel 1932. Tra le sue principali attività vi fu quella della bonifica dei terreni in pianura della sua proprietà, e anzi fu tra i primi a sollevare il problema di una definitiva e moderna risoluzione del dilagare delle paludi nell’Agro Pontino.
Villa Aguet è immersa nel folto bosco che costeggia il lato a valle della via del Faro e spunta con la sua elegante mole tra le fronde degli alberi. Si sviluppa in tre piani d’alzato decorati da archi a tutto sesto. Nel primo piano gli archi sono ciechi, mentre nel secondo si aprono su un elegante e arioso terrazzo porticato.
Ciò che rende la villa unica è il suo meraviglioso bosco di ornielli e olmi, disseminato da numerosi viottoli che si intersecano a formare un labirinto, pensato e creato dal principe Ponyatowsky. A lui si deve anche la costruzione, più a valle, di una singolare architettura rettangolare con una grande finestra ovoidale, chiamata “Occhio di bue”, dall’eco portentosa e dalla quale si gode di una meravigliosa vista sul mare e sul porto.